mercoledì 21 settembre 2016

Perché Iddio ha dato ad Assisi questo incanto di natura, questo splendore di arte, questo fascino di santità? La risposta di Giovanni XXIII ad Assisi il 4 ottobre 1962


Il 4 ottobre 1962, alla vigilia dell'inaugurazione del Concilio Vaticano II, Papa Giovanni XXIII volle recarsi in pellegrinaggio al Santuario della Santa Casa di Loreto e quindi alla Tomba del Poverello d'Assisi. 
Dalla chiesa inferiore della Basilica di S. Francesco tenne un discorso in cui ad un certo punto si domandava:
perché Iddio ha dato ad Assisi questo incanto di natura, questo splendore di arte, questo fascino di santità, che è come sospeso nell'aria, e che i pellegrini e i visitatori avvertono quasi sensibilmente? La risposta è facile. Perché gli uomini, attraverso un comune ed universale linguaggio, imparino a riconoscere il Creatore e a riconoscersi fratelli gli uni gli altri.
E, verso la conclusione, cosi continuava:
[Nel duro sasso di questo Colle del Paradiso risposano le ossa del Santo che tutto il mondo venera]. O santa città di Assisi, tu sei rinomata in tutto il mondo per il solo fatto di aver dato i natali al Poverello, al Santo tuo, tutto serafico in ardore. Possa tu comprendere questo privilegio e offrire alle genti lo spettacolo di una fedeltà alla tradizione cristiana, che sia anche per te motivo di vero ed intramontabile onore. 

Filmato RAI con alcuni spezzoni della visita e brani del discorso

A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.

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